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CONVEGNO DELL’ASSOCIAZIONE ASS.PE.93 - CAMERA MINORILE SULL’AFFIDAMENTO DEI MINORI

Nella gremita Aula Magna della Corte di Appello di Messina, lo scorso 19 Febbraio ha avuto inizio il corso di specializzazione sul diritto civile minorile per Avvocati ed Operatori del settore con la tavola rotonda sul tema “IL DIRITTO ALLA FAMIGLIA DEL MINORE. All’assise sono intervenuti l’Assessore Regionale alla Famiglia – Politiche Sociali ed al Lavoro On.le Prof.Andrea Piraino, il Presidente della Corte di Appello-Sezione Minori di Palermo Dott. Francesco Micela e il Rev. Sac. Don Virginio Rigoldi, cappellano dell’IPM di Milano “C. Beccaria”. Ha aperto i lavori il Presidente dell’ASS.PE.93-Camera minorile, Avv. Antonino Centorrino, il quale, dopo avere illustrato le finalità e gli scopi dell’iniziativa, ha posto l’accento sulla necessità di specializzazione sempre più richiesta agli operatori del settore ed in particolare agli avvocati, per il ruolo determinante di tale figura professionale tra i diversi soggetti che a vario titolo sono chiamati a trattare il minore, soprattutto, come nella tematica trattata, in materia di minori abbandonati o comunque in pericolo e quindi, doppiamente deboli e meritevoli di tutela. Ha evidenziato l’assoluta necessità, sempre e comunque, di un nucleo familiare di riferimento per il minore, sia esso una famiglia affidataria seppur momentaneamente, come anche una struttura di accoglienza con soggetti in tal modo strutturati. Ha auspicato la formazione di elenchi di difensori specializzati, ai quali possano attingere quanti siano chiamati ad operare nella cura e tutela del minore (Magistrati, Assistenti Sociali, Forze dell’Ordine), con l’assistenza dell’avvocato. E’ intervenuta quindi la Direttrice della Scuola di Formazione della Giustizia Minorile D.ssa Marianna Malara, la quale ha evidenziato la lunga collaborazione con la Camera Minorile, il fine della specializzazione perseguito a favore dei diversi operatori e l’attività di prevenzione che i servizi sociali svolgono nel territorio. Ha rilevato l’assoluta importanza dei previsti momenti pratici tirocinanti presso varie strutture di accoglienza, anche extraregionali. La parola è passata al Dott. Francesco Micela, già Giudice minorile, da oltre quindici anni a Palermo ed attuale Presidente della Sezione Minori di quella Corte di Appello, il quale ha fatto un excursus storico, muovendo i passi dalla necessità di specificazione dei diritti del minore sorta approssimativamente dopo la Prima Guerra Mondiale, quale esigenza di cura e tutela dei molti orfani che la stessa aveva causato, e dalla Convenzione di New York del 1989 sui Diritti del Fanciullo, ratificata da molti Stati nel mondo, evidenziando però come anacronisticamente in alcuni Stati degli USA, fino al 2005, era ancora possibile la condanna a morte di minori. Parlando della famiglia, ha parlato della tutela apprestata dal diritto, sia ai figli legittimi che nati fuori dal matrimonio, del diritto all’ascolto dei medesimi, raggiunta una certa età e capaci di discernimento. Parlando della regola, ha rilevato la sua genericità in campo minorile, poiché in tale On.le A.Piraino, Dott.F.Micela, Avv.A.Centorrino, Don V.Rigoldi, Dott.M.Malara ambito il Legislatore ha preferito non far pagare ai minori il prezzo della sua rigorosa applicazione, ed ha previsto un ambito discrezionale del Giudice per la migliore tutela. Preziosa la puntualizzazione sui tempi di intervento dei provvedimenti, alla luce della dinamicità nella evoluzione della personalità e delle condizioni degli stessi, rispetto alla situazione inizialmente prospettata. Insomma, bisogna far presto e bene in campo minorile. Ha anch’egli puntualizzato la necessità delle specializzazioni, soprattutto dell’avvocato quale interfaccia di comunicazione efficiente con i diversi operatori. Ha sostenuto vivamente la necessità dell’affidamento del minore allontanato o abbandonato, ad una famiglia, quale però accoglienza transitoria e temporanea, a differenza dell’adozione. Sulle strutture di accoglienza ha sostenuto la assoluta rilevanza, rispetto ad altre situazioni, di operatori non turnanti e quindi sempre presenti, più rispondente alla figura di nucleo familiare. E’ passata la parola, dunque, all’Assessore alla Famiglia, alle Politiche sociali ed al Lavoro On.le Andrea Piraino, il quale ha posto l’accento sui diritti fondamentali e primari della famiglia quali il diritto alla casa ed al lavoro dei suoi componenti, che risultano vanificati da una situazione oggi non più sostenibile e difficile da gestire dal potere politico alla luce delle risorse economiche a disposizione. Ha riportato l’iniziativa che ha concretizzato la costruzione di 103 asili nido in 101 Comuni siciliani e la realizzazione del progetto c.d. “Modello Sicilia” in tema di adozioni, che ha messo in rete le ASP con i Tribunali per i Minorenni. Ha infine rilevato la necessità di diffondere una più accentuata cultura della solidarietà, anche con l’intervento di privati al fianco della Pubblica Amministrazione, per la costruzione di strutture per i minori. Vibrante, appassionato ed ammaliante per l’uditorio è stato l’intervento di Don Gino Rigoldi, per sua stessa ammissione, abitante nell’IPM (Istituto Penale Minorile) “C. Beccaria”di Milano, pur dirigendo altre 7/8 comunità. Ha definito la comunità un settore artificiale e la necessità per il bambino di un nucleo familiare con mamma e papà, con i quali condividere le scelte future. Ha rilevato come in Inghilterra o in Francia, a differenza del nostro Paese, vi siano sostanziosi sussidi per le famiglie e dei suoi ricorrenti litigi in merito con la “Sig.ra Sindaca di Milano”. Ha rilevato come ai Giudici tocca giudicare, al Padre Eterno di perdonare ed a quelli come lui, di capire cosa è successo e da che parte ricominciare per ripartire. Ha ricordato come i giovani ascoltano solo quando capiscono che stai parlando a loro e non pontificando; che bisogna essere capaci di proposte, ascolto, convincimento, ma senza fermarsi lì; che il carcere/comunità ha pur la sua utilità, ma solo se transitorio. Ha infine riportato la positiva esperienza vissuta in Catania nell’apprendere della istituzione della figura di Educatore di Quartiere, cui i Tribunali e le pubbliche amministrazioni utilmente hanno fatto riferimento. A questo punto, i lavori sono stati aggiornati ai successivi programmati incontri, presso la Sala convegni della Scuola di Formazione del Tribunale per i Minorenni di Messina.

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