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INCONTRO TIROCINANTE Casa di Accoglienza - Ignazio Cannavò

Sabato 9 Dicembre 2017 si è tenuto l’incontro, con- clusivo dei momenti tiro- cinanti del corso sul diritto penale minorile, che nell’odierna edizione ha affrontato il tema “Mafia e minori – devianza”; luogo prescel- to per l’evento è stato la “ Casa di accoglienza per Minori Ignazio Cannavò “, presso la splendida posizione collinare (da cui si domina l’intera città e lo stretto di Messina) di Larderia - Mili Superiore, diretta da Padre Francesco Pati e destinata al recupero di detenuti Minori e “giovani adulti” (così definiti coloro che hanno superato il diciotte- simo anno di età e non ancora i 21). Dopo una breve introduzione dell’Avv. Centorrino sulla realtà visitata e posta alla nostra attenzione è seguita la presentazione del suo direttore, Padre Pati, che con una interessante esposizione ha illustrato l’attività che ivi si svolge: la casa (come detto, posta su una collina accanto alla “Fortezza Cavalli” di costruzione Umbertina, duran- te la seconda guerra mondiale era adibita a postazione militare ed oggi, i detti locali sono stati ristrutturati ed adeguati quale Casa di accoglienza per Minori) è organizza- ta in modo da operare come un’azienda agricola e parte del terreno circostante viene utilizzato per l’allevamento di animali: cavalli, capre, pecore, maiali, mucche; il latte prodotto ed opportunamente trattato, viene poi distribuito alle varie altre strutture ge- stite da Padre Pati; in una piccola area appositamente attrezzata, vi sono anche delle arnie per produrre il miele; esistono pure varie colture, tra cui alberi di ulivo da cui si ricava l’olio utilizzato sempre nelle altre strutture e Case d’accoglienza (i Ragazzi, al nostro arrivo, erano per l’appunto impegnati in detti lavori). Nel suo intervento, Padre Pati ha inteso evidenziare la natura retribuita del lavoro svolto dai Ragazzi ospiti della struttura, quale valore e finalità educativa dell’impie- go, pur lamentando serie e contingenti difficoltà economiche, non ricevendo alcun contributo dallo Stato e palesando come, ormai da mesi, non riesce più a pagare i suoi collaboratori, essendosi, perciò, dovuto indebitare. Gli ospiti della Casa - ha continuato - vengono coinvolti anche in altre attività, ad esempio: nella realizzazione di lavori in cartapesta o nella messa in scena di rappre- sentazioni teatrali, che diventano momenti di riflessione, discussione e crescita in re- lazione a determinate situazioni di vita pregressa dei Minori ospitati. Con evidente e straripante energia, Padre Pati ha poi preannunziato ai presenti la sua intenzione di avviare un’attività di “Bed and Breakfast” nell’isola di Panarea, au- spicando che vi possano essere - tra i graditi clienti - anche gli Avvocati e non solo quelli presenti, i quali potrebbero così avere l’opportunità di sostenere anche mate- rialmente questo progetto e, conseguentemente, contribuire al recupero dei Minori attivamente coinvolti in detta gestione. l’Avv. Centorrino, presidente della Camera Minorile ed a nome di tutti i presenti, ha pertanto e ben volentieri raccolto l’invito, quale concreta forma di collaborazione in aiuto ai Minori, richiedendo a Padre Pati di fornire le opportune informazioni da veicolare utilmente tra i componenti dell’Asso- ciazione e gli Avvocati in genere, come anche negli ambienti minorili di quotidiana frequenza, pur con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina anch’esso sempre sensibile e presente per simili iniziative. A tal punto sono stati invitati a parlare delle loro esperienze alcuni giovani ospitati in detta struttura di accoglienza. Testimonianze di chi ha sbagliato nel proprio percor- so di vita e purtuttavia, così come è stato espressamente dichiarato, non ha trovato - salvo in qualche eccezione - alcun sostegno da parte di coloro che sono istituzional- mente preposti a ciò, operatori - si è puntualizzato - che hanno il dovere di ascoltarli e consigliarli: Assistenti Sociali o Educatori (definiti dagli assertori, praticamente as- senti), Avvocati (dai quali si sono sentiti trascurati o mal gestiti e che comunque non li hanno adeguatamente ascoltati e attenzionati) ed altre figure istituzionali - sia esse di ambito amministrativo, di P.G. o giudiziarie - che verso gli stessi hanno teso più a reprimere e contenere che comprendere, aiutare o più concretamente indirizzare su percorsi di ripensamento, recupero e corretta crescita). Quanto detto, impone una seria riflessione sui problemi prospettati e correlati, evi- denziando una questione gravissima: i Minori, responsabili di condotte illecite, sono o si sentono (sembra che lo avvertano in concreto e vivano una specifica sindrome di abbandono) lasciati soli proprio da coloro da cui si aspettano quell’aiuto ed indirizzo nel loro percorso di rieducazione e reinserimento, con il negativo risvolto di perdita di fiducia proprio in quelle figure istituzionali e deputate a raccogliere la loro fiducia, soggetti qualificati a tanto, per cui è possibile che tali giovani possano legittimamente dubitare che esista, effettivamente, un contesto sociale “sano”, nel quale sperare di potere tornare a vivere e che li possa attrarre, attraverso la “concreta e reale” (perce- pita come tale) esortazione a mantenere una condotta rispettosa della morale, della giustizia e della legalità quali valori fondamentali della Società. Da quanto appreso spontaneamente dai diretti protagonisti, è sembrato, in definitiva, che per meglio ope- rare in ambito socio-minorile vi sia necessità assoluta di un’opera di prevenzione (più che post-trattamentale e di repressione; il cui momento, talvolta, viene paradossal- mente percepito e vissuto dai soggetti coinvolti come “vita vera” e “protetta” rispetto a quella extra-muraria) e che vi sia maggiore attenzione e cura nella specializzazione dei diversi operatori sociali e di giustizia da parte delle rispettive Amministrazioni od organismi di appartenenza.- Dopo alcune riflessioni fatte in comune e possibili soluzioni trovate insieme a inte- ressanti quesiti posti, la giornata ha trovato epilogo in un ampio salone ove a tutti è stato offerto un “caffè della Casa”, accompagnato da una fetta di panettone a ciascuno portato in dono stante il periodo natalizio, cui è seguito un brindisi rigorosamente analcolico (nel pieno rispetto delle regole della Casa), all’esito del quale, con un partecipato applauso, si è con- cluso l’evento tirocinante, nel pieno compiaci- mento di tutti.- Si è dato dunque appuntamento ai corsisti per il successivo 16 dicembre, nell’Aula Magna della Corte di Appello di Messina, per la cerimonia conclusiva del corso dinanzi alle Autorità e la consegna degli attestati.-

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