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“LA TUTELA DELLA SALUTE DEI MINORI NEL CONTESTO AMBIENTALE IN CUI VIVONO” Milazzo, 17/10/2015

CORSO DI DIRITTO PENALE MINORILE 2015 “LA TUTELA DELLA SALUTE DEI MINORI NEL CONTESTO AMBIENTALE IN CUI VIVONO” Milazzo, 17 Ottobre (quarto incontro) “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: Il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me”. Queste celebri parole, poste a conclusione della “Critica della Ragion pratica” di Immanuel Kant, evocanti, al contempo, libertà, vastità di confini immaginativi e di pensiero e rigore etico ed intellettuale, affiorano spontanee alla mente all’atto di varcare le imponenti mura spagnole del castello di Milazzo. Parole, beninteso, suggerite non dall’ora (poiché è una assolata mattina di metà ottobre e, di stelle, non se ne vede alcuna) ma dalla maestosa austerità della sede, arroccata sulla sommità del “braccio” di Milazzo a presidio tra terra e mare. Blocchi di pietra trasudanti storia millenaria che, dagli antichi Greci ai Borboni, hanno fatto del castello la fortezza più espugnata d’ogni tempo. Ma è anche l’occasione della nostra visita al castello di Milazzo a richiamare alla mente le parole del grande filosofo tedesco: il quarto incontro formativo del Corso sulla “Tutela della salute dei minori nel contesto ambientale in cui vivono”, organizzato dalla Ass.Pe 93 – Camera Minorile di Messina. Un corso itinerante! E dopo Ateniesi, Romani, Cartaginesi, Ostrogoti, Bizantini, Saraceni, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Austriaci e Borboni, gli Avvocati dei Minori, quali novelli cavalieri, espugnano Milazzo e la sua fortezza in questa splendida mattina di metà ottobre! Lo fanno, beninteso, senza versar sangue, ma con il codice per Durlindana, la consapevolezza della propria funzione sociale per cotta e, per scudo, un animo trepidante di passione! Al primo piano della costruzione che si erge a destra, lungo il sentiero, appena superata la chiesa e prima di varcare le grandi mura di quell’ala che, al tempo dei borboni, venne destinata a carcere, v’è la sede dell’incontro: un’aula spaziosa e luminosa, rischiarata da un’immensa vetrata da cui si scorge un panorama mozzafiato. Sul muro, accanto alla finestra, un proiettore rimanda immagini di eventi passati di cui, negli oltre vent’anni di sua attività, l’Ass.Pe ’93-Camera Minorile si è fatta 1 organizzatrice e promotrice. Davanti alla finestra un lungo tavolo e, assiso al centro, il Presidente dell’Associazione, Avv.Antonino Centorrino, che, come di consueto, apre i lavori, dando il benvenuto ai partecipanti e ringraziandoli del loro corale intervento. L’Avv.Centorrino fa subito presente come la scelta della sede non sia stata affatto casuale. Milazzo e il suo castello esprimono al meglio, infatti, la bellezza della natura e della cultura: una bellezza che diviene magnificenza da preservare e donare ai posteri allorquando esse si incontrano, fondendosi, in un armonico tutto. Gli sguardi dei presenti si muovono dal tavolo dei relatori al panorama circostante e saggiano, coi cinque sensi, la profonda verità di queste parole: a sinistra la riviera di ponente che chiude, a gomito, con la baia del “Tono” e, sullo sfondo, le Isole Eolie; a destra levante, con la sua ricca costiera frastagliata di rocce; al centro, lambito dai due mari turchesi, un lembo di terra verde e pianeggiante si srotola, come un divino tappeto, davanti ai nostri occhi, digradando repentino sulla parete rocciosa del promontorio agghindata da arbusti di macchia mediterranea e ficodindia; sullo sfondo, monte Trino. Odore di mare e di zagara pervade la sala. L’animo incantato dei presenti si rinnova d’orgoglio quando l’avvocato Centorrino ricorda il ruolo del difensore dei minori: quello di essere “advocatus” nel senso più autentico ed etimologico del termine, pronto, cioè, a tutelare sempre e comunque gli interessi primari del minore -che è il vero “cliente”- anche “contro” chi ne ha la rappresentanza legale, in modo da accompagnarlo in quel suo sviluppo equilibrato che gli consentirà, da adulto, di divenire uomo, attore responsabile della propria vita e della società. Terminata la prolusione con i dovuti ringraziamenti all’amministrazione comunale di Milazzo ed al suo Sindaco, alle autorità presenti ed agli operatori del Castello, è la volta degli interventi delle autorità presenti. L’Assessore del Comune di Milazzo Salvo Presti dopo aver portato i saluti dell’intera amministrazione comunale e del Sindaco di Milazzo in particolare, si dimostra subito particolarmente sensibile alle tematiche minorili tanto più che, come ci confida, ha da poco adottato una splendida bimba vietnamita. Prende, dunque, la parola l’Onorevole Tommaso Currò, eletto alla Camera dei deputati nel Collegio di Milazzo, che nel suo conciso intervento mette subito a fuoco una tematica di grande interesse e particolarmente sentita a Milazzo ed in tutta la Valle del Mela: quella del contrasto tra bellezze naturali e industria. Un contrasto da cui ne scaturisce uno ulteriore, al primo intimamente collegato: quello tra il diritto al lavoro (che in Sicilia è, fin troppo spesso, diritto alla sopravvivenza) e la tutela della natura, della salubrità dell’ambiente e, dunque, della salute dei minori. Entrambe le istanze, conclude l’On.Currò, meritano tutela e questa può garantirsi solo assicurando il puntuale rispetto delle normative vigenti (tra cui la recentissima disciplina dei c.d. “ecoreati”, di grande utilità) in modo da perseguire l’obiettivo di un futuro lavorativo in un ambiente salubre. 2 Continua gli interventi prolusivi all’inizio dei lavori l’Avv. Piera Basile, Vicesindaco del Comune di Monforte, che ribadisce l’essenzialità della tutela dei minori quale fascia debole della società, non mancando di effettuare appassionate incursioni sul fronte più squisitamente tecnico-giuridico. E, dunque, la volta dell’Avv.Mariella Sottile, in rappresentanza dell’AIGA, che pone l’accento sull’importanza del lavoro delle associazioni e sulla essenzialità di una fattiva collaborazione tra esse. Chiude la fase prolusiva l’Avv.Vincenzo Ciraolo, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina. Rigoroso nei contenuti, ma, come sempre, piacevole ed ironico nell’esposizione, egli manifesta subito grande interesse per la tematica della tutela dei minori da tutte le insidie di cui oggi, per essi, risulta minata la società, prime fra quali quelle “tecnologiche” e “telematiche”. Un interesse non solo professionale, ma anche personale (essendo egli padre di una bimba di sei anni) e che lo porterà, tra le varie iniziative, ad incontrare, a fine ottobre, i giovani del Liceo classico messinese “La Farina” per apportare un ausilio orientativo sul loro futuro. In tal senso, continua il Presidente Ciraolo, l’avvocato espleta sempre e comunque una funzione sociale di altissimo livello, una funzione che costituisce l’ “in se” ontologico dell’avvocato e che non può essergli né tolta né attribuita da alcuna legge (come pretenderebbe di fare la L.247/2012), poiché senza essa non vi sarebbe neppure l’ “avvocato”. L’Avv.Ciraolo evidenzia, ancora, l’importanza delle associazioni le quali, ancor più e ancor meglio di organi istituzionali e degli Ordini degli Avvocati, mantengono un costante contatto con la società e con le problematiche che in essa vengono ad emergere e riconosce, sotto questo aspetto, il ruolo essenziale rivestito dall’Ass.Pe 93, che, da oltre vent’anni “...ci ha abituato ad iniziative di altissimo livello”. Anche alla luce di ciò, l’Avv.Ciraolo comunica, tra gli applausi degli astanti, che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina ha deliberato la nomina del Presidente dell’Ass.Pe 93, Avv.Antonino Centorrino, a componente della Unione degli Ordini Forensi della Sicilia, interlocutore privilegiato del Ministero della Giustizia. Prende, dunque, la parola il Prof.Avv.Corrado Rizzo che, dopo aver plaudito all’interscambio collaborativo voluto dall’Ass.Pe’93-Camera Minorile tra mondo accademico e mondo forense, coglie l’occasione per invitare i presenti al prossimo corso di diritto penale minorile che lui terrà, assieme alla professoressa Cinzia Panebianco, al dipartimento di laurea magistrale in giurisprudenza dell’Università di Messina. Un corso ove si tratteranno i temi della tutela dei minori nell’era digitale e della tutela del teste minorenne nel procedimento penale. Segue l’intervento del Tenente Colonnello Sergio Schiavone, Comandante del RIS di Messina, il quale illustra la dislocazione in Italia ed i principali compiti del RIS, ormai sempre più frequentemente chiamato a svolgere attività tecnico-scientifiche in ausilio alle ordinarie attività di indagine. 3 La competenza territoriale del RIS di Messina si estende all’intera Sicilia e Calabria e, in tale ambito, i suoi operatori sono chiamati a svolgere all’incirca quattromila indagini tecniche l’anno. Le attività degli stessi comprendono sia gli interventi sulla scena del crimine al fine di individuare ed estrarre –con l’ausilio di reattivi, macchinari e strumenti anche molto sofisticati- reperti biologici di varia natura (dalle impronte digitali, di scarpe e pneumatici, a reperti utili all’estrazione del DNA, alle armi, bossoli e pallottole, ecc...), sia il successivo esame dei reperti medesimi, allo scopo di individuare elementi utili alla prosecuzione delle indagini. In tale ultima attività il Colonnello Schiavone ricorda come sia di grande ausilio la tecnologia e, in particolare, lo sviluppo di banche dati digitali (tra cui la banca dati AFIS - per le impronte digitali-, la banca dati CODIS –per il DNA- e la banca dati IBIS -per le impronte di percussione sui bossoli, essenziale nelle indagini balistiche-) che permettono di individuare, in tempi brevi, utili elementi di indagine attraverso il metodo del raffronto comparato. Tra i vari settori di intervento dei RIS, la biologia forense, è, però, quello che più di ogni altro è stato investito da una rapidissima evoluzione scientifica e tecnologica. È il tema, di grande attualità, dell’individuazione e dell’esame delle tracce biologiche al fine di estrarne il DNA. Le fasi del processo, ricorda il Colonnello, sono, essenzialmente, tre: l’estrazione (ossia l’isolamento del DNA da altro materiale biologico inutile se non, addirittura, dannoso allo scopo) che avviene spesso da tracce degradate; l’amplificazione (che permette di moltiplicare il materiale genetico raccolto, spesso povero e degradato -c.d. low copy number- attraverso un procedimento di riscaldamento e raffreddamento sino a renderlo esaminabile; la genotipizzazione (ossia l’identificazione, l’attribuzione di quel DNA ad un dato soggetto). Tale sviluppo tecnologico e scientifico ha consentito un notevole progresso nelle attività di indagine e di prevenzione, cosa che, con specifico riguardo ai minori, assume un’importanza sempre più decisiva, in particolar modo nel settore degli stupefacenti (specie di quelli “chimici”) che, oggi più che mai, costituiscono uno degli allarmi sociali più seri per gli adolescenti. Conclude gli interventi l’Avv.Enzo Gatto, vero concentrato di simpatia e competenza. Il suo intervento si incentra sull’essenzialità del ruolo genitoriale nella guida e nell’equilibrato sviluppo del minore. Un ruolo che, nei limiti del possibile, si deve far di tutto per mantenere e supportare, piuttosto che eliderlo con provvedimenti giudiziali di allontanamento dei figli dal contesto familiare. La tematica è complessa e, ovviamente, ogni caso è “caso a se”. Occorre, tuttavia, considerare che, molte volte, piuttosto che pronunziare “sbrigativi” provvedimenti di decadenza dalla potestà genitoriale, può essere utile “responsabilizzare” genitori “disattenti” fornendo loro, se del caso, gli adeguati supporti sociali. In tal senso l’Avv.Gatto cita illuminate pronunzie 4 giurisprudenziali in cui i Giudici di merito di diversi Fori italiani e gli stessi Giudici di legittimità, consapevoli che, come disse Jemolo, “la famiglia è un’isola che può essere solo lambita dal mare del diritto”, interpretano il proprio ruolo con animo, oserei dire, paterno, elicitando nei genitori una responsabilità sopita, piuttosto che censurarne austeramente gli errori e le mancanze con provvedimenti di allontanamento resi in danno, in primo luogo, dello stesso minore (così Tribunale dei minori di Trieste del 2015; Corte d’Appello di Bologna del 1988; Cass.Civ. del 2012). Chiude i lavori il Presidente dell’Ass.Pe 93, Avv.Antonino Centorrino, ringraziando relatori e partecipanti e dando appuntamento a tutti al prossimo incontro formativo.... ...Ma le sorprese non sono finite. Nel patio sottostante la sala congressi ci attende un ricco buffet ! Quale miglior modo di pensare alla nostra salute ed a quella dei nostri figli in questa splendida e socializzante cornice di sole, mare, terra, natura e cultura?

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