Cerca
  • Camera Minorile

Lettera del Presidente sulla visita del Santo Padre a Lampedusa

Preg.mo Signor Direttore. Quale Cristiano ed umile Avvocato spesso chiamato a difendere i diritti dei minori, nell’apprendere della visita del Santo Padre a Lampedusa, non posso che gioire ed esprimere profonda gratitudine al Sommo Pontefice per l’insegnamento lanciato alle genti, con le parole delle Sacre Scritture risonanti ancor oggi più vive ed attuali, in un contesto avulso e scevro da inutili cerimoniali, in quell’abbraccio della Cristianità proteso verso i poveri ed i disperati, pur intriso di rasserenanti sorrisi e baci sulla fronte a quei bimbi a lui protesi che non ha mancato di segnare con la croce. Ho chiesto parola non per dire l’ovvio, ma per avere avuto, qualche anno fa, l’ispirazione alla organizzazione di una iniziativa socio-forense dal titolo “i diritti umani ed i doveri dei potenti”, con il coinvolgimento degli operatori sul campo, tra cui Giudici ed Avvocati, Guardia Costiera e Guardia di Finanza, Questura, Centro di identificazione ed espulsione di Lampedusa (C.I.E.) ed anche il Centro di Accoglienza per stranieri di S.Angelo di Brolo. Ne è risultato lo scenario che vede coinvolti quei profughi, fatto di superstiti (i visibili, pur respinti) e gli invisibili (mai giunti alla meta prefissa od i “recuperati senza vita” persino sepolti in quell’isola senza nome), con violazioni di diritti umani pur sanciti in Convenzioni Internazionali e pur ratificate dai Paesi più importanti della terra e del mediterraneo. Tra loro abbiamo incontrato uomini e donne di elevata cultura e delle più disparate professioni, fuggitivi per lucido e disperato calcolo, con minori al seguito nel deserto ed in quell’infido mare, ivi avviati da organizzazioni criminali e posti pure su barconi con posizioni assegnate “a cerchia”, dal centro ai bordi secondo le etnie di appartenenza e senza distinzione di età, sesso o condizioni personali. Oggi, su 113 “detenuti” a Lampedusa, ben 70 sono minori e di etnia Somala ed Eritrea, sicuramente meritevoli del rango di “profughi” e dunque del diritto di asilo. Oggi sono ridiventati visibili e la loro voce è stata quella del Santo Padre. E ci chiediamo: cosa ci fanno nel C.I.E.? Hanno gridato per sua bocca, con eloquenti interrogativi: “Adamo dove sei?” “Caino dov’è tuo fratello?” “la voce del suo sangue grida fino a me!” E poi, interrogandosi, con saggia e dovuta riflessione: “chi di noi ha pianto per queste persone, per le giovani mamme che portavano i loro bambini?” Il Santo Padre ci ha illuminato la Via che se pregna di tali contenuti non si dovrebbe far fatica a seguirla nel nostro vivere ed operare quotidiano. Nel ringraziarLa anticipatamente, La prego, Signor Direttore, di considerare la presente solo come testimonianza di un percorso che, seppur breve, ha arricchito ognuno di noi partecipanti rafforzando quei convincimenti che non sono solo di Fede e che rappresentano infine la vera ricchezza e giusta direzione. IL PRESIDENTE “ASS.PE.93 – CAMERA MINORILE

2 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti
 

090710855

©2020 di Camera Minorile. Creato con Wix.com