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Messina “Aula Magna”, 2 Luglio 2016 (Incontro di Prolusione al Corso)

Messina “Aula Magna”, 2 Luglio 2016 (Incontro di Prolusione al Corso) Anche quest'anno, come per gli anni passati, l'Associazione ASS.PE.93 - CAMERA MINORILE ha organizzato il consueto appuntamento con la formazione specializzante nel settore minorile. Nell'Aula Magna della Corte di Appello di Messina, sabato 2 Luglio 2016, ha preso l'avvio il nuovo percorso formativo in tema di DIRITTO CIVILE MINORILE, che vedrà impegnati i corsisti sulle linee programmatiche e varie tematiche riguardanti "La difesa civile del minore - istituti e tecniche difensive". La giornata di prolusione al corso, improntata al tema degli “ASPETTI GIURIDICI, ETICI E SOCIALI DEL MATRIMONIO", è stata arricchita dalla presenza di illustri relatori: la Prof. Giorgetta Basilico (titolare della cattedra di Diritto Processuale Civile presso l'Università degli Studi di Messina), il Prof. Alessio Lo Giudice (titolare della cattedra di Filosofia del Diritto presso l'Università degli Studi di Catania), Mons. Cesare Di Pietro (Direttore del Seminario Arcivescovile di Messina), la Dott. Paola Valeriani (Dirigente della Questura di Messina - Ufficio Minori). L'incontro è stato presentato ed introdotto dal Presidente dell’ASS.Pe.93-CAMERA MINORILE, Avv. Antonino Centorrino, che ha illustrato le tematiche che saranno trattate e approfondite durante tutto lo svolgimento del corso, che si articolerà attraverso una serie di appuntamenti teorici e pratico-tirocinanti, alcuni dei quali dislocati presso prestigiose sedi della Provincia (nel più ampio concetto di inclusione e di diffusione della Formazione specializzante), il cui filo conduttore concerne gli istituti e le tecniche difensive volte a tutelare il minore ed i suoi diritti nel processo civile. A seguire, ha portato i saluti ai presenti e gli apprezzamenti del Consiglio dell'Ordine di Messina, il suo Presidente Avv. Vincenzo Ciraolo, il quale, si è dichiarato particolarmente entusiasta di patrocinare l'iniziativa specializzante della Camera Minorile, riconoscendo importanza e validità agli obiettivi che l'Associazione si prefigge e consegue incessantemente da ormai oltre vent'anni, dando un contributo determinante alla Formazione professionale di Avvocati ed esperti del settore minorile. Subito dopo, è intervenuta la Dott.ssa Paola Valeriani, che dopo aver portato i saluti e gli apprezzamenti del Sig. Questore Dott. Giuseppe Cucchiara, condividendo il detto percorso con apporti ed interventi della Questura programmati in vari momenti formativi, ha dato un taglio pratico al suo intervento citando casi concreti che 1 l'hanno pur vista impegnata in prima linea nella sua attività istituzionale. E ciò che è subito emerso dalle sue parole, è l'avvertita necessità di una maggiore sensibilità che anche e soprattutto gli operatori di Polizia devono possedere negli interventi che riguardano i Minori, anche quando devono essere eseguiti nei loro confronti provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria, dovendo sempre tenere presente che si tratta di soggetti cui bisogna rivolgere la maggior tutela e attenzione. Dal taglio pratico, si è poi passati all'analisi più generale ed approfondita degli aspetti giuridici del matrimonio tradizionalmente inteso, nonché degli sviluppi recentemente introdotti dal Legislatore con la Legge 20 Maggio 2016 n. 76 che ha regolato le unioni civili, così innovando profondamente il nostro diritto. Ha preso, dunque, la parola la Prof.ssa Giorgetta Basilico cui è toccato il non semplice compito, brillantemente adempiuto, di analizzare la suddetta norma dai profili ancora incerti e nebulosi. Infatti, trattandosi di una innovazione legislativa così recente, di cui ancora non si conoscono gli sviluppi pratici e senza orientamenti giurisprudenziali, la docente ha posto l'attenzione sugli aspetti più controversi della Legge stessa, evidenziando criticamente il modus operandi del Legislatore che ha scelto, quale tecnica di redazione, la stesura di un unico articolo composto da innumerevoli - forse eccessivi - commi. Anche a voler prescindere dalla tecnica legislativa, la norma si presenta evidentemente lacunosa e contraddittoria, ponendo gli operatori del diritto dinanzi a molteplici perplessità applicative soprattutto nel momento "patologico" del rapporto. Tra l'altro, in maniera confusa, sono state disciplinate sia le unioni civili che le convivenze di fatto, benché queste ultime, a differenza delle prime, abbiano radici risalenti nella società italiana. Ed ulteriormente, la Legge n. 76/16 finisce per richiamare a tratti termini e concetti tipici del matrimonio pur sottolineandone le differenze, rendendo così più ostica e tortuosa la regolamentazione di istituti comunque diversi, creando un "pasticcio" - a voler citare le parole della relatrice - difficile da dipanare. Dopo l'ampia e attenta disamina, l'intervento non poteva che lasciare aperte le riflessioni sulla Legge, sia per gli aspetti problematici della stessa, sia per le risposte che solo il futuro potrà dare sulla sua applicazione, dovendosi constatare al momento l'inevitabile mancanza di giurisprudenza ancorchè consolidata sul punto. Si è poi passati all'intervento appassionato e coinvolgente del Prof. Alessio Lo Giudice che ha offerto un ulteriore punto di vista alla tematica, analizzandone gli aspetti etici. In particolare, ha dato sin da subito una definizione del matrimonio proprio dal punto di vista dell'elemento etico, definendolo come la “coscienza della unità di due persone che decidono di dar vita ad una società come fine sostanziale della intera esistenza individuale”. 2 Di fatto, i doveri che nascono dal matrimonio sono percepiti dall'individuo come doveri morali e non quali obblighi contrattuali. Il luogo in cui tutto ciò si concretizza in modo più evidente è sicuramente la famiglia, in cui il principio di massimizzare i vantaggi è pari a zero, ovvero l'individuo agisce non per raggiungere propri benefici ma per promuovere gli interessi degli altri componenti. La famiglia è quindi la "palestra" in cui gli individui prendono coscienza dei loro diritti, rappresenta il luogo per eccellenza in cui il soggetto cresce, matura e si affaccia consapevolmente nella società. Vi è di più, la rilevanza etica e sociale della famiglia, come luogo di protezione, si ripercuote anche nella sfera pubblica, che la stessa tutela deve garantire ai soggetti più deboli e vulnerabili. Va da sé che le norme che riguardano i Minori hanno un alto valore etico e non possono prescindere dalla peculiarità del soggetto cui si rivolgono. Anzi, ha concluso il docente, “è proprio attraverso una tutela attenta del minore che si garantisce la qualità etica della società”. L'ultima parola, a chiusura degli interventi, è toccata a Mons. Cesare Di Pietro che con oratoria degna della carica prestigiosa che ricopre e con gran carisma ha mantenuto molto alta e sempre viva l'attenzione dell’uditorio, offrendo un ulteriore prezioso contributo ad una giornata così ricca e densa di significati. Ed infatti, come lo stesso ha precisato, pur facendosi portavoce del pensiero della Chiesa, ha inteso dare spazio ad una visione di pensiero lucida ed elastica. In particolare, ha definito il matrimonio come "un mistero grande che ci precede e che ci eccede". Senza questa percezione del matrimonio, come mistero che ci supera, finiremmo per ridurlo ad un dato puramente sociologico o soggettivistico, condizionato dai mutamenti delle correnti ideologiche del momento. Anzi, pur nell'evolversi del tempo, l'essenza del matrimonio è la medesima che può cogliersi nelle definizioni che già gli antichi romani utilizzavano, ancor prima delle evocazioni cristiane, laddove - citando Ulpiano - si soleva dire che “il matrimonio è una consuetudine di vita che nasce dalla congiunzione di un uomo e di una donna”. E dopo una attenta analisi del matrimonio nelle sue sfaccettature etimologiche, nonché nella sua disciplina canonistica e biblica, Mons. Di Pietro si è sapientemente ed oculatamente soffermato sulle parole di Papa Francesco, che in modo dirompente e d'avanguardia, per la prima volta affermano che “non esiste il matrimonio perfetto, né la famiglia perfetta”; la perfezione è semmai un'ideale di vita, una meta che necessita gradualità. Anzi il senso della gradualità è un concetto innovativo, proprio perché a forza di proporre un modello di perfezione troppo alto si è finito per disumanizzare il senso del matrimonio e della famiglia. Troppe volte la Chiesa ha puntano sui "no" ed oggi invece, ha detto - continuando a citare le parole del Sommo Pontefice - bisogna riscoprire la coscienza dell'autocritica, prendendo atto che anche nelle unioni tipicamente "imperfette" vi sono dei germi di verità e di bene che vanno colti3 vati e valorizzati. “Perché, se la Chiesa è depositaria della verità, non ne ha il monopolio". Con queste parole si è concluso il primo incontro del corso minorile, in un clima stimolante e di fervente soddisfazione che getta le basi per i successivi incontri programmati, che vedranno impegnati illustri relatori e svolte pratiche esperienze, con a volte eventi inediti e singolari, per arricchire la preparazione specialistica dei partecipanti, ritenuta assolutamente necessaria per gli operatori della Giustizia Minorile ed il cui conseguimento ha assicurato il Presidente dell’Associazione nel congedarsi con i presenti dando a tutti appuntamento a dopo l’estate.

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