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Roccalumera “Antica Filanda”, 5 Dicembre 2015

Roccalumera “Antica Filanda”, 5 Dicembre (terzo incontro itinerante) In questo penultimo incontro del nostro Corso itinerante siamo a Roccalumera. Dopo aver affrontato, nei precedenti incontri, le complesse e delicate problematiche ambientali e minorili nel cuore della “Valle del Mela”, ospiti dell'affascinante “Castello di Milazzo” e dopo aver scoperto a “Villa Pace” un tesoro della nostra città di Messina, siamo adesso sulla fascia Ionica. Roccalumera ci ha accolti, splendida e pacifica, in questa assolata mattina di inizio dicembre. Sul lungomare rimaniamo alcuni secondi assorti, quasi rapiti, dallo Ionio turchese che fa tutt'uno col cielo e che, placido e sicuro, sfiora la battigia che sembra contenerlo. Percorso un breve tratto, ci siamo trovati sulla Via Nazionale, ove ha sede il luogo dell'odierno incontro tirocinante: la “Antica Filanda”. Realizzata nei primi del '900 fu, sino agli anni '40 circa, un importantissimo centro di produzione della seta, per la quale questa rigogliosa cittadina è ancora oggi nota nel mondo. Interamente restaurata, è oggi, coi suoi 400 mq di superficie divisi in due piani, un importante ed accogliente centro congressi. Il piano superiore, ove si tiene l'incontro odierno, è costituito da un unico ambiente: uno spazioso salone con muri in mattoni pieni, rischiarato da ampie finestre monofore e su un soppalco, in fondo alla sala, è posto il tavolo dei relatori. Dopo i saluti ed i ringraziamenti di rito dell’Avv. Centorrino, ha preso la parola l’Avv. Ettore Fleres, Consigliere comunale di Roccalumera e delegato per l’evento dal Sindaco, il quale, dopo aver portato i saluti dell’Amministrazione Comunale ai relatori ed ai corsisti, non ha mancato di esprimere il suo plauso per l’iniziativa di indubbio valore giuridico, sociale e culturale, svolta anche in questo sito non a caso prescelto, ove l’ASS.PE. 93-CAMERA MINORILE ha inteso realizzare il terzo incontro itinerante su tematiche di “prevenzione, recupero ambientale e tutela del territorio”. Un corso che vede, oggi, attenzionata la zona ionica ed in particolare Roccalumera, un tempo nota per le proprie attività produttive e rinomate in tutta la Sicilia: non solo l’Allume di Rocca (da cui lo stesso paese trae il proprio nome), ma anche la seta - come ha orgogliosamente ricordato l’Avv. Fleres, la cui produzione ha fatto di tal luogo, nel corso del XIX secolo, un polo produttivo di assoluta eccellenza e noto anche oltre i confini della Sicilia. Proprio nella “Filanda”, ospitante l’attuale incontro - ha voluto evidenziare l’Avv. Fleres - lavoravano molti “giovanissimi”, astretti dalla necessità di assicurare il sostentamento per sé e per la propria 1 “Antica Filanda” di Roccalumera Avv. E. Fleres famiglia,“e questo aspetto - ha detto - pur mirabilmente ricercato, conferisce un particolare valore aggiunto anche attraverso la scelta del luogo quale sede dell’evento, per rimarcare appunto l’esigenza ineludibile di tutelare la “salute”, fisica, psichica ed evolutiva dei minori, in tutti gli ambienti con cui essi entrano in contatto, anche quelli lavorativi”. Le parole dell’Avv. Fleres non sono apparse “solite frasi di circostanza”. Si è avvertita, sin da subito, infatti, una sua piena partecipazione professionale, intellettuale ed emotiva non solo agli interessi dei Minori, ma anche alla gestione della “Cosa Pubblica”, lasciando trasparire, senza dubbio alcuno, lo spessore e le qualità dell’Uomo, dell’Avvocato e dell’Amministratore. Quale segno tangibile della sua gratitudine per l‘iniziativa dell’Associazione che ha voluto Roccalumera - e l’Antica Filanda in particolare - quale sede del presente incontro, l’avv. Fleres ha consegnato al Presidente - Avvocato ed Amico Antonio Centorrino una splendida targa in argento raffigurante la “Torre Saracena”, simbolo di Roccalumera ed omaggiato i relatori di un libro sulla storia della cittadina ionica. Il Presidente Centorrino, nel ringraziare l’avv. Fleres e l’intera Amministrazione comunale per aver reso possibile l’incontro odierno (pur con la emanazione di un’ordinanza) e per il gentile omaggio ricevuto, ha tenuto ad offrire la collaborazione e disponibilità dell’Associazione verso iniziative coinvolgenti Minori del luogo, come già sollecitato in tal senso, accettando di buon grado il gentile pensiero, a titolo personale e quale rappresentante dell’Associazione, il cui patrimonio morale e simbolico - attraverso quel dono - si è così notevolmente incrementato entrandone a farne parte.r Rivolgendo la targa verso i presenti, l’Avvocato Centorrino ha voluto espressamente attribuire un significato aggiunto alla porta della Torre Saracena in essa raffigurata, correlandola e richiamando l’attenzione sulla “Porta Santa” che Papa Francesco avrebbe aperto a giorni, in occasione del Giubileo, quale simbolo di Amore e Misericordia, sentimenti che si ha l’obbligo di avere in entrambi i casi e proprio verso i Minori quali loro speciali destinatari. A questo punto, ha preso la parola il Prof.Avv. Corrado Rizzo che non ha mancato di ribadire l’entusiasmo, suo personale e della Prof.ssa Panebianco, per questa iniziativa e per la fattiva collaborazione che, proprio in occasione di questo corso, grazie all’ASS.Pe’93-CAMERA MINORILE, si è creata tra Avvocatura e mondo accademico, una collaborazione innovativa e carica di frutti che, certamente, non rimarrà circoscritta a questo evento. E’ dunque intervenuto il primo relatore Cap. Daniele Quattrocchi, comandante del N.O.E. (Nucleo Operativo Ecologico) dell’Arma dei Carabinieri di Catania, che si è occupato di sviluppare la tematica della “prevenzione, tutela ed attività di indagini in materia ambientale”. 2 Avv. C. Rizzo Avv.Fleres, Cap.Quattrocchi, Avv.Centorrino, Ing.Sciacca, Avv.Rizzo Il Comandante ha iniziato il suo ricco intervento illustrando alcuni aspetti salienti della tematica assegnatigli, tra cui: la struttura e le funzioni del N.O.E., che venne istituito con L. 349/1986 unitamente al Ministero dell’Ambiente, da cui dipendeva funzionalmente ed a cui vennero sin da subito attribuiti compiti di vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni commesse in materia ambientale. Successivamente, con la Legge 23 marzo 2001, n.93, il N.O.E. ha assunto la nuova denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e la struttura organizzativa del Reparto è stata potenziata e calibrata su base interprovinciale, in modo da garantire una presenza qualificata su tutto il territorio nazionale. Ad oggi il N.O.E. ha la propria sede centrale a Roma e 29 Nuclei operativi sparsi per tutto il territorio nazionale, di cui due in Sicilia (Palermo e Catania, quest’ultimo istituito il 4.09.2003). Il N.O.E. di Catania, in particolare, ha oggi una competenza territoriale abbastanza vasta, che coinvolge tutta la Sicilia orientale ed in particolare, le province di Catania, Siracusa, Messina e Ragusa e, nello svolgimento delle proprie attività, si interfaccia costantemente con sette Procure della Repubblica, tra cui la Procura Distrettuale Antimafia, posto che, sempre più frequentemente, le problematiche ambientali ed in particolare dello smaltimento dei rifiuti, vede l’interesse di organizzazioni a delinquere di stampo mafioso, soprattutto in forza dell’enorme giro d’affari che ruota attorno allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, speciali ed industriali (c.d. “ecomafie”). Le attribuzioni del N.O.E. sono fissate principalmente dal D.Lgs.152/2006 (c.d. T.U. ambientale) che individua, tra l’altro, la “sorveglianza e l'accertamento degli illeciti in violazione delle norme in materia di tutela delle acque dall'inquinamento” (art.135, comma 2) ed “in materia di rifiuti, nonché della repressione dei traffici illeciti e degli smaltimenti illegali dei rifiuti” (art.195, comma 5). In concreto i settori di intervento del N.O.E. vanno dalla tutela paesaggistico ambientale, alla tutela della flora e della fauna, e si attuano attraverso interventi preventivi e repressivi in materia di inquinamento dei suoli, delle acque, atmosferico, acustico ed elettromagnetico. Nello svolgimento delle proprie attività di prevenzione e repressione dei reati ambientali il N.O.E., tuttavia, non ha attribuzioni di natura “tecnico/scientifica”, per le quali è supportato dall’A.R.P.A.. Il N.O.E., inoltre, nell’espletamento delle proprie attività, si avvale dell’ausilio di settori specialistici di polizia giudiziaria, quali i nuclei subacquei e gli elicotteri, spesso essenziali al fine di realizzare una migliore ricognizione del territorio e degli illeciti ambientali che, in esso, vengono commessi. Il Comandante Quattrocchi ha evidenziato anche come le aree più a rischio ricadenti nella competenza territoriale del N.O.E. di Catania sono costituite dal polo industriale di Milazzo (ove non solo la raffineria, ma tutte le aziende ivi presenti concorrono a determinare un serio inquinamento ambientale della Valle del Mela) e dall’area di Biancavilla, in provincia 3 Cap. Daniele Quattrocchi di Catania (ove le problematiche ambientali più importanti riguardano il corretto smaltimento dell’amianto). L’importanza dell’opera del N.O.E. balza agli occhi evidente sol che si pensi che non v’è attività umana (pubblica o privata) che non produca rifiuti ed il loro corretto smaltimento è un’attività tanto essenziale alla tutela dell’ambiente quanto costosa. Da ciò, da un lato, la tendenza a “risparmiare” attraverso l’irregolare smaltimento dei rifiuti (da quelli solidi urbani a quelli agricoli ed industriali) e dall’altro, gli interessi economici della criminalità nella “gestione dell’affare rifiuti”. Per dare un’idea della portata del fenomeno - ha detto il relatore - basti pensare al settore degli agrumi, ove gli scarti (c.d. “percolato o pastazzo") si attestano sul 60% della produzione. A prima vista questo potrebbe apparire una forma di inquinamento marginale, tenuto conto che gli scarti della produzione degli agrumi sono costituiti da prodotti biodegradabili. Sennonché, i processi di fermentazione di tali scarti “bruciano” letteralmente il terreno in cui essi si trovano, rendendolo del tutto incoltivabile. Se tale circostanza viene unita alla vastità dei territori in cui il “pastazzo” viene spesso illecitamente abbandonato (tale da renderla visibile addirittura dalle riprese satellitari), ci si rende agevolmente conto del danno irrimediabile al territorio, all’ambiente ed ad interi ecosistemi che tale attività illecita può comportare, tanto più in una terra a vocazione tradizionalmente agricola qual è la Sicilia. Il c.d. “interesse” a violare la legge da parte delle aziende è legato, da un lato, ai costi necessari al corretto smaltimento di tali scarti (circa 40 euro a tonnellata, per un costo medio annuo di circa tre milioni di euro) e dall’altro, alle sanzioni che, soprattutto prima della L.68/2015, avevano natura per lo più amministrativa o contravvenzionale, risultando così inidonee a scoraggiare i malintenzionati. Un’altra importante indagine che ha coinvolto direttamente il N.O.E. di Catania - ha continuato il Cap. Quattrocchi - ha riguardato lo smaltimento di “rifiuti elettronici”. Delle aziende assumevano l’appalto di smaltire computer, stampanti, monitor ed altro materiale elettronico dalle varie Pubbliche Amministrazioni e poi, piuttosto che smaltire tale materiale secondo le disposizioni vigenti, spedivano tutto ad Hong Kong, da dove, in un’occasione, il carico è stato rispedito al mittente con una lettera di accompagnamento indirizzata al Ministero dell’Ambiente, facendo così “scoppiare il caso”. Questa vicenda, in particolare, ha messo in evidenza come l’affare dello smaltimento dei rifiuti rivesta sempre più una portata transnazionale, con la conseguente necessità di un fattivo raccordo tra le forze di polizia dei vari Paesi. Anche l’illecito smaltimento dei “rifiuti urbani” ha determinato l’intervento del N.O.E. di Catania: si è trattato, in particolare, della presenza nel c.d. “compost” (costituito da “umido organico”), usato come fertilizzante, di rifiuti non biodegradabili ed in quanto tali inidonei a farne parte (plastica, vetro, ecc…). Si è detto anche che, recentemente è pur balzata agli onori della cronaca la vicenda della discarica di Mazzarà S.Andrea, ove, tuttavia, il problema principale non è costituito dall’illecito smaltimento, ma da una, per così dire, manica larga nel rilascio delle autorizzazioni a conferirvi rifiuti, con il conseguente enorme giro d’affari che ne deriva. Dal punto di vista legislativo, la principale normativa di riferimento è costituita dal D. L.vo. 152/2006 che ha modificato il D.Lvo.22/1997. 4 Il limite del detto decreto delegato è costituito - secondo l’illustre relatore - dal fatto che, nello stesso, le varie fattispecie sono configurate quali reati non in via immediata e diretta, ossia non in funzione della lesione all’ambiente che le relative condotte sono in grado di determinare, ma indirettamente, e cioè, solo in quanto poste in essere senza autorizzazione o travalicandone i limiti. Ed anche il sistema sanzionatorio previsto, ha asserito, è fin troppo mite e comunque inidoneo a fungere da adeguato deterrente vista anche l’enormità degli interessi in gioco. Tra i principali reati previsti nel D.Lgs.152/2006 ha dato menzione: dello scarico di acque reflue industriali (art.137 – punito con la detenzione da due mesi a due anni e con ammende da € 1.500 ad € 10.000); dell’abbandono di rifiuti (art.255, punito con una mera sanzione amministrativa); della gestione non autorizzata di rifiuti (art.256, che attribuisce rilevanza penale alla condotta solo ove posta in essere dal titolare di Enti); della combustione illecita di rifiuti (art.256 bis, che configura la fattispecie quale “delitto”, rendendo, così, necessario provare, in capo al suo autore, lo stato soggettivo del dolo); il traffico illecito di rifiuti (art. 259) e dell’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (art.260), la quale ultima, benchè il “nomen" possa indurre equivoci e benchè la competenza ad indagare su di esso sia affidata alla D.D.A., non è un reato associativo, ma può essere anche individuale, richiedendosi solo l’organizzazione imprenditoriale dell’attività di smaltimento illecito. Con l’entrata in vigore della L.68/2015, che ha introdotto il Titolo VI bis nel Libro secondo del codice penale (artt.452 bis -452 terdecies), è stato evidenziato come il Legislatore abbia dimostrato una maggiore sensibilità per le questioni ambientali, tutelando l’ambiente non più in via indotta (cioè solo perché compiute senza la prescritta autorizzazione), ma in via immediata e diretta, prevedendo ipotesi delittuose - anche colpose - sanzionate con pene più severe. Dal punto di vista dell’istruttoria, l’attività più complessa in materia di reati ambientali attiene, da un lato, alla prova del fatto, per la quale è necessario operare un raffronto tra il “prima” ed il “dopo” l’evento inquinamento e dall’altro, alla prova del nesso di causalità tra le condotte poste in essere e gli eventi criminosi che da esse sono derivati. Di estrema importanza - è stato detto - è poi la previsione del ravvedimento operoso: che attraverso l'incentivo di una riduzione di pena sino ai 2/3, stimola l'autore di reati contro l'ambiente a riparare al danno commesso, limitando così gli effetti dannosi causati con la propria condotta. L'intera normativa dettata in materia ambientale, ha concluso il Capitano Quattrocchi, non ha, quali suoi espressi destinatari i minori. Tuttavia, ha asserito, è del tutto evidente come la tutela dell'ambiente costituisca un valore in sé, da garantire e tutelare a beneficio di tutti ed in particolar modo delle fasce sociali più deboli, tra cui, per l'appunto, figurano i minori. Molto appassionato è stato, infine, l'intervento conclusivo dell’Ing. Gaetano Sciacca, attuale dirigente dell'Ispettorato del Lavoro di Messina, chiamato subito dopo ad intervenire. L’Ing.Sciacca ha ricordato all'uditorio la propria attività, svolta dal 2007 al gennaio 2015 quale Ingegnere Capo dell'Ufficio del Genio Civile di Messina. Un periodo “caldo”, in cui ha, fra l'altro, vissuto in 5 Ing. Gaetano Sciacca prima linea il tragico evento franoso ed all'alluvionale di Giampilieri (villaggio collinare di Messina) ed il conseguente disastro ambientale, anche per gli scriteriati comportamenti umani che, se da un lato hanno desertificato il territorio e le parti scoscese delle montagne e dissestato lo stesso con movimenti di terra importanti e destabilizzanti, dall’altro hanno costruito insediamenti abitativi in luoghi di particolare rischio e persino sui greti dei torrenti. Coraggioso e diretto è stato pertanto il richiamo alle responsabilità delle Classi Dirigenti, che a suo dire devono essere capaci di limpida e responsabile strategica nel pensiero amministrativo e decisi negli interventi attuativi. Prima ancora del profilo squisitamente sanzionatorio - ha decisamente affermato - occorre mettere i privati cittadini nelle condizioni di rispettare la legge e diffondere concretamente la cultura della buona amministrazione di cui, proprio la Classe Dirigente, deve farsi mallevadrice ed esempio. Al termine degli interventi e come ormai di consuetudine, agli incontri organizzati dall’ASS.PE.93-CAMERA MINORILE, relatori e corsisti sono stati invitati ad un gradevole momento di convivialità e, chiacchierando piacevolmente tra una coppa di spumante ed un gustoso pasticcino, non ci si è quasi accorti di essersi attardati oltre il previsto, tra commenti e confronti anche con i relatori, senza alcuna fretta di far ritorno a casa. Alla fine, possiamo dire, citando Emerson: “La ricompensa per una cosa ben fatta è averla fatta” ! Il prossimo incontro vedrà la cerimonia conclusiva del corso con il coinvolgimento delle Autorità che, si è certi, saprà tirare le fila di tanto lavoro, in un interessante ed entusiasmante percorso formativo che ha arricchito il cammino dei discenti non solo di tematiche ma anche di valori. ___________________

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